venerdì 2 dicembre 2016

Il (non) perché di questo blog e del suo nome

Ho aperto da pochi giorni il mio blog e non so ancora se la sua vita proseguirà o se si tratterà semplicemente di una piccola parentesi momentanea. Chi mi conosce sa quanto poco io sia attratta da tutto ciò che sia anche lontanamente virtuale o che puzzi di nuovo, di utile, o anche solo di futuro.  
E allora perché questo blog? La verità? Non lo so nemmeno io; forse si tratta di un semplice gioco, di un modo come un altro per distrarmi dalla frenetica e alienante quotidianità.
Che sia lunga o breve, nata per gioco o per noia, la sua vita è cominciata e merita una possibilità. Cominciamo dal nome…beh, i nomi per me sono sempre stati importanti; hanno il potere di definire le cose, di evocarle anche da lontano, di plasmarle prima ancora che esse abbiano una consistenza. Che nome dare dunque al mio inaspettato angolo virtuale?
L’idea mi è venuta dalla riflessione di Renato. Renato? E chi sarebbe questo Renato? Beh, posso solo dire che la sua storia è simile a quella del mio blog: anche lei appesa a un filo, anche lei senza un vero motivo per esistere.

« Avevo voglia di distrarmi, familiarizzare con quella città tanto caotica, scovarvi un posto in cui non sentirmi tanto piccolo e insignificante. Ho sempre misurato l’amore per una città dai posti tutti miei che riuscivo a trovarvi. Sono sempre stato una sorta di esploratore…i posti di tutti non mi hanno mai interessato, siano piazze celebri, viali  o ponti colmi di turisti, essi mi hanno sempre lasciato indifferente. Nelle città ho sempre cercato il mio paese, il mio angolo sempre uguale in cui tornare ogni volta diverso».