mercoledì 18 gennaio 2017

Fortuna che aveva le antenne




Se ne stava tutta sola su un tappeto di pesci morti.
Immobile, sotto quel vetro esposto ai clienti, sembrava scrutarli con aria imbronciata o forse era solo un po’ frastornata, gelata e sfiancata.

A quel bambino che si fermò per guardarla parve il pesce più colorato, così la fissava, come imbambolato.
D’un tratto l’antenna parve oscillare, quel tanto che basta per farlo sobbalzare e quasi gridare.
C’era riuscita, aveva mosso le antenne. Ancora uno sforzo e l’avrebbe notata.
Che fa? Si allontana? Non è così che doveva andare.
Pochi istanti ed eccolo ritornare.
È proprio un bambino, ci aveva sperato. I bambini mangiano pizza e patatine, se muove le antenne sembrerà divertente, la vorrà per giocare.
Ancora uno sforzo.

« Mamma, mamma guarda che bello questo pesce!».
C’era riuscita. Gli era piaciuta.
« Non è un pesce Luca, è un’aragosta. Vieni qui! Io e papà stiamo scegliendo il menù. Fanno anche la pizza con le patatine».
Ce la fa, si è mossa, se solo non fosse così stanca...
« Voglio questa mamma».
È salva. Ancora uno sforzo e sarebbe diventata come quei pesci lì, cominciavano anche a puzzare, poveri loro. Lei no, fortuna che aveva le antenne
« Luca scegli cosa vuoi mangiare».
« Voglio questa mamma, la voglio mangiare».
« Ma non è adatta a un bambino, sicuro che non vuoi la pizza?».
« Non sono più un bambino, come devo dirtelo? E poi si muove, non mi piacciono i pupazzi che si muovono. La voglio mangiare».
Qualcuno l'aveva strappata con forza dal tappeto maleodorante.
« Signora accontenti il giovanotto, l’acqua è già calda, la vado a cucinare».

Un ultimo uno sforzo sarebbe bastato. Era già immobile prima di sparire tra le bolle.


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