martedì 4 luglio 2017

A proposito di Sheherazade

Il giorno in cui nacque questo blog optai per un nome importante e letterario quale certamente è quello di Sheherazade. 
I motivi della mia scelta li spiegai già allora. La principessa de Le mille e una notte era per me realmente esistita durante le stellate estati dell'infanzia. Essa era vera quanto lo erano quelle notti in veranda e alla sua immagine luminosa dovevo in parte l'amore per i racconti e la letteratura.
Sheherazade era ed è per me l'incarnazione dell'infanzia e del suo modo innocente e meraviglioso di guardare al mondo per conoscerne le sue storie.
L'altro giorno mi è capitato tra le mani quello stesso librone rosso de Le mille e una notte, lo stesso di quelle sere lontane. Ebbene, non ho trovato il coraggio di aprirlo, ho avuto paura che leggendolo adesso sarebbe scomparsa la magia.

In questi mesi mi sono occupata di Elsa Morante. Ho scritto una tesi su di lei e ho cercato, per quanto possibile, di conoscere il suo mondo ed entrare nelle sue opere. Non so se ci sono riuscita; certamente lei è entrata nel mio e ho scoperto che qualcosa ci avvicinava: Sheherazade.
Meravigliosa scoperta quella che mi vede legata in maniera così sottile e fantasiosa alla mia scrittrice preferita. Chi era la sua Sheherazade? Fantasia, letteratura, Oriente favoloso, fuga dalla realtà, letteratura per la letteratura, fiaba, magia. Anche per lei, la scrittrice che ha celebrato l'infanzia come "Limbo" fuori dal quale "non v'è Eliso", Sheherazade era incarnazione dell'infanzia e meraviglioso mondo di guardare al mondo per conoscerne le sue storie.

Allora ho pensato di cambiare il nome del profilo del mio blog. Ho ritenuto che potesse risultare arrogante la scelta di questo nome, oltre ad essere troppo fantasiosa e lontana dalla realtà. Mi sono detta che in fondo il mio nome mi piace tanto e anch'esso ha un'origine "letteraria", se si considera che la scelta dei miei si deve al loro amore per il Dottor Zivago.
Che fare dunque? Lara o Sheherazade?

Al momento scelgo il secondo. Il primo sarà sempre mio comunque, ma il secondo è fugace e va tenuto stretto. Poco male se la mia Sheherazade ricorda quella della mia scrittrice preferita: Elsa Morante è venuta dopo; ogni lettura è venuta dopo.
Sheherazade è giunta a me prima ancora che imparassi a leggere, prima ancora che capissi il valore di un libro e della sua memoria. I suoi racconti li ho ascoltati, così come un tempo si ascoltavano gli aedi.


Posta un commento